L’Archeometria e indagini archeometriche: la Scienza al servizio del passato

Quando ammiriamo i reperti all’interno di un museo, spesso ci soffermiamo sulla loro bellezza o sul loro valore storico/artistico. Ma come facciamo a sapere con certezza quali sono i materiali utilizzati, quali tecniche sono state usate e da dove provengono le materie prime utilizzate dalle botteghe dell’epoca?
Queste domande possono trovare risposta grazie all’archeometria, che unisce l’archeologia e le scienze esatte (fisica, chimica, geologia e biologia).
Grazie all’applicazione delle moderne tecnologie diagnostiche ai beni culturali, questa disciplina ci permette di “interrogare” la materia antica, spesso in modo del tutto non distruttivo.
 

Che informazioni possiamo ottenere dagli studi archeometrici su un manufatto?

In base al tipo di manufatto indagato è possibile ottenere varie informazioni, tutte utili alla conoscenza dell’oggetto che abbiamo davanti.
Analizzando la composizione chimica degli elementi che compongono la materia (elementi maggioritari e in tracce), gli scienziati possono risalire alle aree di approvvigionamento delle materie e questo ci permette di mappare le antiche rotte commerciali del Mediterraneo e del periodo considerato. Informazioni la struttura fisica e i composti al suo interno, possono rivelare il tipo di tecnologia utilizzata per la creazione degli oggetti e permettere un confronto anche con oggetti simili ma appartenenti ad altri contesti geografici.
Le analisi archeometriche, inoltre, permettono di valutare il livello di degrado del reperto. Capire come e perché un materiale si sta deteriorando è essenziale per scegliere i trattamenti di restauro e le pratiche di conservazione più sicure per tramandare questi oggetti alle generazioni future.
Attraverso tecnologie come la fotogrammetria e i laser scanner, i reperti vengono digitalizzati per creare modelli 3D ad alta risoluzione. Questi “copie virtuali” permettono agli studiosi di misurare e analizzare l’oggetto da remoto senza rischiare di danneggiarlo e allo stesso tempo offrono al pubblico la magia di esplorare il passato attraverso la realtà virtuale.
L’archeometria permette di creare un archivio vivente di dati, capace di raccontarci storie di scambi culturali, tecnologie e vita quotidiana che la terra ha custodito per millenni.